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Il Regno di Dio dov'è realmente?

Messaggio di Carmelo Anastasi - Sabato, 28 Maggio 2016

Carissimi,
il «Regno di Dio» dov'è realmente?
Il Regno di Dio è il fulcro dell’insegnamento di Gesù Cristo.  È un tema presente in tutta la Bibbia, dalla Genesi all’Apocalisse. Dovrebbe essere la meta finale di ogni essere umano. Quanta conoscenza hai in merito? E come puoi farne parte?

     Come va intesa l’affermazione di Gesù in Luca 17:21 spesso tradotta «Il regno di Dio è dentro di voi»?  Molti ritengono che il Regno sia qualcosa che va stabilito soltanto nel cuore dell’uomo. Tuttavia, in questo contesto Gesù stava parlando ai Farisei, i quali Gli erano avversi (v. 20). Quindi il Regno o il Governo di Dio era davvero nel loro cuore? L’espressione «dentro di voi» è stata adottata per tradurre il senso originale, che in verità significa «in mezzo a voi» o «tra di voi» o «qui con voi», come reso accuratamente in molte versioni bibliche.

     Il Regno era «in mezzo a loro» perché Gesù era in mezzo a loro. Il Re di tutto il creato e il futuro Re di tutte le nazioni era in mezzo a loro dando loro la possibilità di pregustare gli insegnamenti e il potere miracoloso del futuro Regno. Questo spiega anche l’affermazione di Gesù in Matteo 12:28: «Ma, se io scaccio i demoni per mezzo dello Spirito di Dio, allora il regno di Dio è giunto in mezzo a voi».

     Scacciare demoni era un segno distintivo del futuro Regno di Dio quando Satana e i Suoi demoni saranno banditi. Tuttavia, quando Gesù venne sulla terra non ebbe restrizioni nell’intervenire, né ne ha adesso. Il ministero e l’opera di Cristo hanno rivelato nell’èra presente il mondo che verrà, e questa rivelazione può essere sperimentata ancora oggi dal popolo di Dio.

     Infatti, anche se Gesù usava il termine «Regno di Dio» riferendosi di solito alla fine dei tempi, vi sono alcuni casi in cui fa dei legami con il presente paragonandolo a un granello di senape che inizia piccolissimo per poi diventare una pianta enorme o come un po’ di lievito che finisce con il far lievitare un’intera infornata di pane (Matteo 13:31-33).

     Naturalmente, a governare sul mondo nell’èra futura saranno quelli che si sottometto il regno di Dio durante questa vita, anche se potrebbero apparire persone piccole e insignificanti al momento. In un certo senso, è il regno di Dio in forma embrionica (vedere Romani 8:22-23). Comunque, è inesatto credere che i cristiani siano già entrati nel Regno di Dio durante questa loro vita. Il Regno di Dio sarà ereditato da loro pienamente, con spirito e corpo, soltanto mediante la loro risurrezione, al ritorno di Gesù Cristo sulla Terra.

     Come disse l’apostolo Paolo ai credenti cristiani: «Dobbiamo entrare nel Regno di Dio attraverso molte afflizioni» (Atti 14:22). Non erano ancora entrati. E l’apostolo Pietro lo rese ancora più chiaro dicendo ai membri della Chiesa di «restare fedeli», perché soltanto in tal modo «vi sarà [in futuro] ampiamente concesso l'ingresso nel regno eterno del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo» (2 Pietro 1:11).

    Infatti, «entrare» nel Regno è sinonimo di «ereditare» il Regno. È solo «quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i santi angeli» che «il Re dirà a coloro che saranno alla sua destra: ‘Venite, benedetti del Padre mio; ricevete in eredità il regno che vi è stato preparato sin dalla fondazione del mondo» (Matteo 25:31, 34).

    Paolo rende del tutto chiaro che i cristiani non entrano o non ereditano il Regno di Dio in questo momento: «Or questo dico, fratelli, che la carne e il sangue non possono ereditare il regno di Dio; similmente la corruzione non eredita l'incorruttibilità» (1 Corinzi 15:50). Fino a quando siamo umani, non possiamo ereditare il Regno. I nostri corpi carnali e mortali devono essere cambiati e dobbiamo diventare esseri immortali con corpi spirituali.

    È importante comprendere che entrare nel Regno di Dio richiede un cambiamento. Dobbiamo prima risuscitare nella gloria divina, assumendo cioè la stessa natura spirituale di Dio nostro Padre e di Gesù Cristo.

    Un altro versetto, usato spesso per sostenere che i cristiani sono nel Regno di Dio durante questa loro vita, è Colossesi 1:13, il quale dichiara che Dio «ci ha riscossi dalla potestà [o dominio] delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio». Questo versetto parla soltanto di un «trasferimento di potestà», di autorità, dal governo di Satana al governo di Dio.

    Per molti l’uso qui della parola «nel» significa che già adesso siamo «nel» Regno di Dio. Ma la parola greca tradotta «nel» non significa necessariamente che siamo stati posti dentro il Regno. Alcune versioni traducono semplicemente «a», ovvero siamo passati da un’autorità a un’altra. Eravamo soggetti al governo di Satana e ora siamo soggetti al governo del Regno di Dio.

    Ovviamente, come abbiamo visto, il Regno di Dio esiste già oggi per il fatto che Dio governa l’universo. Ed Egli governa spiritualmente su coloro che si sottomettono a Lui oggi.

    Sì, è possibile «pregustare» il Regno di Dio oggi in quanto viviamo in armonia e in fedele sottomissione a esso già fin da ora. Il Re Supremo di questo Regno, il Padre Eterno, vive in noi mediante il Suo Spirito Santo, per guidarci fuori dalle tenebre e portarci alla luce, alla verità, del Suo Unigenito Figlio, Gesù Cristo. Ma ci troviamo in un territorio occupato globalmente dal nemico, «Satana il diavolo, il seduttore di tutto il mondo» (Apo. 12:9); siamo ostacolati non soltanto dalle forze del male, ma spesso anche dalla nostra stessa carne e superbia.

    Stiamo aspettando un Regno che per molti aspetti non è ancora giunto, è solo un piccolo "seme" nella nostra vita individuale e personale. Aspettiamo fedelmente il Regno che Gesù Cristo porterà con sé sulla Terra, quand'Egli sarà tornato con immortalità e divina potenza. Sarà allora che la nostra debole natura sarà pienamente trasformata e il mondo intero conoscerà in maniera tangibile la Natura, il Governo e la Giustizia del Regno di Dio.

    Nel frattempo, però, spetta a ciascuno di noi accettare nella nostra vita il prezioso e inestimabile «seme» di vita eterna che DIO ci offre.

Fraterni saluti, affettuosamente in Gesù Cristo,

Carmelo Anastasi.

Direzione Nazionale Servizi Pastorali
CHIESA DI DIO UNITA
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