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Il bene controbilancia il male?

Gentile direttore
Leggendo 1Pietro 2:24 e Isaia 53:5, dove sta scritto che le lividure e le sofferenze fisiche di Cristo possono comportare una guarigione fisica nel credente, mi domanda se è corretto trasferire questa affermazione anche nei riguardi di ogni cristiano che affronta una dura prova di qualunque natura essa sia. In altre parole, è corretto pensare che una nostra prova che ci causa sofferenza possa contribuire in qualche modo ad alleviare il carico di qualcuno, magari un nostro caro, che non ha ancora risposto alla chiamata di Dio?
Spero in una vostra risposta e invio cordiali saluti.
C.L. (Belluno)

Gentile lettrice
Grazie di aver inviato questa domanda. E’ più profonda di quello che può sembrare a prima vista. Merita una risposta, ed è un assoluto “Sì,”: Le prove dei credenti in DIO contribuiscono ad aiutare i più deboli nella fede, se non addirittura a salvarli fisicamente nel giorno del giudizio divino! In questo senso, Cristo e la Sua Chiesa sono il contrappeso che riequilibra la “bilancia” del bene e del male su questa Terra. 

Esistono delle Scritture bibliche che confermano che c’è effettivamente questa corrispondenza di “pesi” (prove) sostenute dai credenti le quali risultanto a beneficio dei non ancora credenti. Un po’ come una “stadera” in cui Dio usa le prove dei credenti come dei contrappesi per non far troppo squlibrare e schiacciare i non credenti sotto i loro stessi pesi. A scanso di equivoci, non mi riferisco all’estremismo malsano di quei pseudocredenti i quali pensano masochisticamente di poter contribuire alla propria salvezza o alla salvezza degli altri procurandosi del male o auto flagellandosi! Mi riferisco invece a credenti sani, che non amano soffrire, ma che accettano e sopportano con pazienza le dure prove della vita, a volte vere e proprie ingiustizie senza mai ripagare con il male, rendendo l’umanità intera oggetto di speranza e di salvezza da parte di Dio.

Infatti, il far parte della vera Chiesa di Cristo – il Suo “piccolo gregge” sparso nel mondo – comporta spesso il dover affrontare l’indifferenza, lo scherno o persino la persecuzione da parte di un mondo che ancora si trova in gran parte nelle tenebre spirituali. Ma è grazie all’esistenza della Chiesa di Cristo – il Suo picco gregge – che il genere umano potrà essere salvato fisicamente “dall’ora del cimento che ha da venire su tutto il mondo, per mettere alla prova quelli che abitano sulla Terra” (Apo. 3:10). Infatti, Gesù ha detto: “E se quei giorni non fossero stati abbreviati, nessuna carne scamperebbe; ma, a motivo degli eletti, quei giorni saranno abbreviati” (Matteo 24:22). In altre parole, Iddio interverrà sulla scena mondiale per salvare il genere umano dal genocidio globale. In questo, l’esistenza dei Suoi fedeli sulla Terra è di vitale importanza, come lo fu per Lot, il nipote di Abrahamo, al tempo di Sodoma e Gomorra.

In Genesi 19 è narrato l’episodio in cui Dio, assieme a due dei suoi angeli, visitò personalmente Abrahamo e gli annuncia l’imminente distruzione di Sodoma e Gomorra. Abrahamo domandò: “Non si adiri il Signore, distruggerai i buoni assieme ai cattivi? Forse, se ne troveranno dieci buoni’. E il SIGNORE rispose: «Non la distruggerò per amore dei dieci”.
Nel tempo della fine il SIGNORE adotterà criterio, lo stesso amore “…a motivo dei Suoi fedeli” l’umanità sarà salvata (Matteo 24:22-22). L’esistenza dei credenti in Dio assicurerà la salvezza del mondo. L’assicura anche oggi.

Le Scritture affermano che l’esistenza dei veri credenti in Dio – la partecipazione spirituale al “Corpo di Cristo” — è di vitale importanza per la crescita spirituale dei credenti stessi ma anche cruciale nel controbilanciare tutti i mali del mondo e nel far sì che l’intera umanità non perisca o sia oggetto di totale distruzione. Questo verità dovrebbe rafforzare la nostra fede e aiutarci a perseverare come “luce del mondo” sino alla fine.

Cordialmente, per servirvi in Cristo
Past. Carmelo Anastasi.

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