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Lettera aperta

Gesù ha abbattuto il “Muro di Separazione” – e Tu?

Carissimi Fratelli
Fra pochi giorni sarà Pasqua. Che relazione ha il sacrificio di Gesù di Nazareth con i problemi di questo mondo? Perché abbiamo bisogno di celebrare la Pasqua di Gesù Cristo? La risposta era già stata preannunciata secoli prima dal profeta Isaia: «Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti!» (Isaia 53:5).
         Dopo 5 secoli anche l’apostolo Pietro scrisse che Gesù, con il Suo sacrificio, «portò i nostri peccati nel suo corpo… affinché noi, morti al peccato, viviamo per la giustizia; e per le sue lividure siete stati guariti» (1Pt. 2:24).
         Gesù si sacrificò affinché noi conoscessimo tre cose: (1) La Giustizia, (2) la guarigione, (3) e il nostro essere morti al peccato. Noi ci siamo impegnati a conoscere e vivere queste tre cose. E il mondo?
         Il mondo celebrerà la Pasqua anche quest’anno. Molti festeggeranno, restando però in discordia, divisi, in perenne competizione e conflitto fra di loro. Lo stesso accade nelle popolazioni di religione non cristiana e fra gli atei in generale.
         Ci sono nazioni che cercano continuamente di imporre la loro egemonia sulle altre nazioni. L’armamento bellico e la corsa alla depravazione continuano, in un sistema mondiale che ha i giorni contati, verso una destinazione mortale. Quante ingiustizie, malattie e sofferenza in questo mondo, per non parlare della morte!
         La scienza umana promette miracoli, ma la “Pasqua di Gesù Cristo” è l’unica speranza di guarigione e di salvezza per tutta l’umanità, noi compresi.

Ma chi era Gesù di Nazareth per avere un tale potere?

Gesù non era semplicemente un profeta. Non è esagerato affermare che tutti i mali del mondo derivano dal non aver capito o riconosciuto la vera natura di Gesù Cristo, e né metabolizzato la Sua Pasqua. Il celebrarla è importane, ma non basta, occorre recepirla e metabolizzarla.
          Chi era effettivamente Gesù? Per quale motivo egli accettò di sacrificare la sua vita? Cosa dovrebbe significare la sua Pasqua per tutto il genere umano, specialmente per noi credenti?
          Per iniziare a trovare la risposta giusta, occorre porsi una domanda cruciale: Avrebbe Gesù potuto mai offrire la sua vita come prezzo di riscatto anche per una singola persona, se fosse stato semplicemente un profeta? Nel Salmo 49:7 Dio stesso rivela che «Nessuno può in alcun modo riscattare il proprio fratello, né dare a DIO il prezzo del suo riscatto».
         Avete ben capito il senso e le implicazioni di queste parole?
         Gesù NON avrebbe potuto riscattare nemmeno una sola persona, se fosse stato soltanto un uomo o un profeta. Figuriamoci se poteva riscattare l’umanità intera! In realtà Gesù per chi ha dato a Dio il prezzo del riscatto? La risposta è in 1Timoteo 2:5-6, dove è rivelato che «Vi è infatti un solo Dio, ed anche un solo mediatore tra Dio e gli uomini: Cristo Gesù uomo, il quale ha dato se stesso come prezzo di riscatto per tutti». Gesù l’ha potuto fare PER TUTTI, inclusi noi; il che significa che non era semplicemente un profeta.

         Il poter dare la propria vita «per tutti» implica che la sua vita personale valeva molto più dell’intera umanità, di tutte le generazioni passate e future! Come è stato ciò possibile? Lo è stato grazie alla sua natura divina! Nel primo capitolo del Vangelo secondo Giovanni è rivelato che «la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre» (v.14). «Egli (la Parola) era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, ma il mondo non lo ha conosciuto» (v.10). «Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio» (v.1).

         La vita di Gesù uomo aveva il valore della vita di DIO, perciò Egli ha potuto pagare il prezzo di riscatto per tutta l’umanità. Si spogliò della Sua natura divina e della Sua immortalità per assumere la natura di «creatura mortale», allo scopo di poter addossare su di sé le nostre colpe e pagare la penalità al posto nostro. Giovanni Battista affermò che Gesù è «l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo» (Giovanni 1:29).
        
Non dovrebbe esserci alcun dubbio del fatto che Gesù non è stato semplicemente una creatura, umana o angelica, come asseriscono quelli che negano la sua natura divina e di Creatore di tutte le cose. Costoro non capiscono né credomo alla rivelazione la quale afferma che «in Cristo abita corporalmente tutta la pienezza della Deità» (Colossesi 2:9).
        
Dio ci mette in guardia dai predicatori di falsità:
«Chi è il bugiardo se non colui che nega che Gesù è il Cristo? Esso è l’anticristo, che nega il Padre e il Figliuolo. Chiunque nega il Figliuolo, non ha neppure il Padre; chi confessa il Figliuolo ha anche il Padre. Quant’è a voi, dimori in voi quel che avete udito dal principio. Se quel che avete udito dal principio dimora in voi, anche voi dimorerete nel Figliuolo e nel Padre» (1Giovanni 2:21-24).

Ora, Dio ha fatto la Sua parte

Dio Padre ha fatto la sua parte riconciliando con sé il mondo, mediante il supremo sacrificio del Suo “unigenito figlio” Gesù Cristo. «Lui, infatti, è la nostra pace; lui che dei due popoli ne ha fatto uno solo e ha abbattuto il “muro di separazione” abolendo nel suo corpo terreno la    causa dell’inimicizia, la legge fatta di comandamenti in forma di precetti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo facendo la pace; e per riconciliarli tutti e due con Dio in un corpo unico mediante la sua croce, sulla quale fece morire la loro inimicizia» (Efesini 2:14-16).

Che cosa significa il fatto che “Cristo abolì la legge nel suo corpo”? Significa forse che Gesù abbia abolito la legge spirituale? Niente affatto! In Romani 3:31, lo stesso Paolo ebbe a scrivere: «Annulliamo dunque la legge mediante la fede? No di certo! Anzi, confermiamo la legge!».
          Dunque, quale legge Gesù ha abolito nel suo corpo? Ha abolito la “legge in forma di precetti”, cioè LA LEGGE PENALE, e non la legge spirituale (Romani 7:14). Come l’ha abolita? Addossando su di Sé la penalità di morte che «la legge in forma di precetti» richiede in vista dei peccati.
          E a quale SCOPO Gesù ha pagato al posto nostro? E’ scritto che Dio Padre ha condannato tutti i peccati dell’umanità nella carne del Suo Figlio Gesù «affinché il comandamento della legge [spirituale] fosse adempiuto in noi, che camminiamo non secondo la carne, ma secondo lo Spirito» (Romani 8:3-4).  Quindi la legge spirituale di Dio non è affatto abolita, e NON è lecito violarla. Gesù «portò i nostri peccati nel suo corpo», non per abolire la legge spirituale, ma «affinché noi, morti al peccato, fossimo guariti e vivessimo per la giustizia» (1Pietro 2:24). Gesù si sacrificò per amor di giustizia. La vera giustizia sta nei comandamenti di Dio (Salmo 119:172). Infatti, a tutti quelli che, come Gesù, amano la giustizia e sono morti al peccato, «Egli ha dato di diventare figlioli di Dio» (Giovanni 1:9-12). Che stupefacente promessa – e che meravigliosa differenza – per tutti quelli che ricevono Gesù, il Figlio di Dio!

DIO ha già fatto la sua parte, per riconciliare il mondo con Sé, ma il mondo si è riconciliato con Dio?
«La vera luce che illumina ogni uomo stava venendo nel mondo. Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, ma il mondo non l’ha conosciuto. È venuto in casa sua e i suoi non l’hanno ricevuto» (Giovanni 1:9-11).
         
Questa negazione dura da quasi duemila anni, da parte delle autorità ebraiche. Vedevano che Gesù era un uomo di Dio, ma temevano la reazione dei romani. Quindi lo fecero arrestare con false accuse: Sobilla il popolo! Evade le tasse! Bestemmia contro l’Onnipotente!
         Lo processarono di notte, illegalmente, lo umiliarono, lo schiaffeggiarono, lo beffeggiarono, gli sputarono addosso, lo flagellarono e infine lo condannarono alla pena di morte, al posto del criminale Barabba.
         La folla aveva gridato a gran voce: «Fa morire costui e liberaci Barabba!» (Luca 23:18, 21). Barabba era stato messo in prigione per sedizione e omicidio, era un rivoltoso, un assassino. Difficile accettare la scelta del popolo. Per ben tre volte il governatore Pilato aveva detto di trovare Gesù innocente, ma la folla, politicizzata, volle liberare Barabba gridando a gran voce: «Crocifiggi Gesù! Crocifiggi Gesù!»          Così l’innocente fu condannato a morte e il peccatore fu messo in libertà! Il giusto fu condannato al posto dell’ingiusto.
         Dopo quasi duemila anni non è cambiato nulla nel mondo. MA DIO, nella persona di Gesù, ha usato la STOLTEZZA del mondo per redimere il mondo, iniziando però dalla Sua Chiesa, ben diversa dalle chiese trasgressive di questo mondo.
         Intenzionalmente Gesù non fece nulla per difendersi. Egli è stato il giusto per eccellenza, venuto nel mondo per morire al posto di un mondo ingiusto. La Pasqua di Gesù Cristo è il più grande dei paradossi, che moltissimi ancora non credono né capiscono.
         Il mondo ha peccato ed è ingiusto, perciò eredita ingiustizie, malattie e la morte. Ma grazie al sacrificio e alla risurrezione di Cristo, il mondo potrà essere salvato. Infatti, la Buona Novella è che Gesù Cristo tornerà sulla Terra con l’immortalità e potenza divine e instaurerà il suo Regno su tutte le nazioni, per la salvezza di tutte le persone che crederanno e si pentiranno dei loro peccati.

E noi, stiamo facendo la nostra parte?

Uno si aspetterebbe di vedere una situazione diversa, armoniosa fra i tanti che si dichiarano credenti in Cristo. Sono realmente riconciliati fra di loro o sono invece ancora schiavi delle loro denominazioni e convinzioni umane?
         Quando leggete che «Lui [Gesù Cristo] è la nostra pace; lui che dei due popoli ne ha fatto uno solo ed ha abbattuto il “muro di separazione”» (Efesini 2:14-16)capite il senso e le implicazioni di queste parole? o avete nel vostro cuore ricostruito quel “muro“ di separazione?

Ma che cos’altro è il “muro di separazione”? E’ il peccato che separa l’umanità da Dio. «Tutti hanno violato la legge e sono privi della gloria di Dio» (Romani 3:23). Da parte ebraica è la convinzione di poter essere giusti senza il sacrificio di Cristo e senza lo Spirito di Dio. Da parte di tutti gli altri popoli è la convinzione di poter stabilire da sè ciò che è il bene e ciò che è il male. Entranbe queste convinzioni sono FALSE e mantengono tutti i popoli nel peccato, separati da Dio (Isaia 59:1-2) e divisi fra di loro.
         Pagando al posto di tutti, Gesù ha abbattuto questo muro di separazione. Egli ha portato «i nostri peccati nel suo corpo… affinché noi, morti al peccato, fossimo spiritualmente GUARITI e vivessimo per la giustizia» (1Pietro 2:24). Gesù ha già abbattuto il muro, ma la maggior parte del genere umano, sotto il maligno, resta ancora al di là del muro separato da Dio come da un muro invisibile. E tu?
         Ricordiamolo: Gesù si sacrificò affinché noi conoscessimo tre cose fondamentali: (1) La vera Giustizia, la quale è espressa nei comandamenti di Dio, (2) la nostra guarigione spirituale mediante la grazia e la fede nel sacrificio di Cristo e (3) il nostro voler diventare morti al peccato, cioè “reprimere“ o meglio “seppellire con Cristo“ i nostri pensieri e le nostre azioni peccaminosi.
         Essere morti al peccato.
         Essere spiritualmente guariti.
         Essere giustizia vivente.

Stiamo noi vivendo queste tre cose? Ci vuole un MIRACOLO nella nostra vita.

Come può avvenire questo MIRACOLO? La formula divina è rivelata in Romani 6:5-14:
         «Perché se siamo stati totalmente uniti a lui in una morte simile alla sua, lo saremo anche in una risurrezione simile alla sua. Sappiamo infatti che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui affinché il corpo del peccato fosse annullato e noi non serviamo più al peccato; infatti colui che è morto è libero dal peccato. Ora, se siamo morti con Cristo, crediamo pure che vivremo con lui, sapendo che Cristo, risuscitato dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui. Poiché il suo morire fu un morire al peccato, una volta per sempre; ma il suo vivere è un vivere a Dio. Così anche voi fate conto di essere morti al peccato, ma viventi a Dio, in Cristo Gesù…

         «
Non regni dunque il peccato nel vostro corpo mortale per ubbidire alle sue concupiscenze; e non prestate le vostre membra al peccato, come strumenti d’iniquità; ma presentate voi stessi a Dio, come di morti fatti viventi, e le vostre membra come strumenti di giustizia a Dio; infatti il peccato non avrà più potere su di voi; perché non siete sotto la legge ma sotto la grazia.»
        
         In altre parole, essendo stati “graziati” mediante Cristo, il peccato non ha alcun potere su di noi e la legge stessa non può condannarci, a condizione però che NON pecchiamo volontariamente.
         SIAMO “sotto la grazia” per il fatto Cristo ha già pagato, “una volta per sempre”, per i nostri peccati passati, commessi quando eravamo nell’ignoranza o quando ci può capitare di sbagliare involontariamente. Tutto questo però non ci dà la “licenza di peccare”, specialmente dopo aver conosciuto la verità. Ci dà invece l’obbligo morale di far vivere in noi lo Spirito di Cristo.
         «Ma se Cristo è in voi, nonostante il corpo sia morto a causa del peccato, lo Spirito Suo dà vita a causa della giustificazione. Se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo Gesù dai morti vivificherà anche i vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi» (Romani 8:10-11).

         Ogni anno ho cercato di spiegare nel modo più chiaro possibile che cosa significa “abbattere il muro di separazione”. Eppure quanti si dicono “credenti in Cristo” e continuano ad essere nemici, perfino nei confronti dei loro stessi famigliari? Quanti cosiddetti “cristiani” affermano “a parole” di credere in Gesù e di essere osservatori dei comandamenti di Dio e, allo stesso tempo erigono «muri di separazione», prigionieri delle loro trasgressioni e dei propri ghetti spirituali?
         Non è tempo di abbattere questi muri e di ricercare umilmente la «riconciliazione» intesa da Dio? Se siamo ancora prigionieri dell’orgoglio, della superbia o dell’amarezza e del risentimento – sentimenti che impediscono la preghiera e il perdono – pensiamo davvero di poter «essere degni» di celebrare la Pasqua di Cristo? (1Co.11:27).

Il Signore su chi «passerà oltre» nel tempo della fine?

Le piaghe mortali che Dio mandò sull’Egitto per liberare fisicamente l’antico Israele, si ripeteranno questa volta a livello globale, nel tempo della fine, per salvare tutti quelli che crederanno e si convertiranno realmente a Gesù Cristo. L’angelo di Gesù Cristo «passerà oltre», risparmiando quelli che mettono il prezioso sangue del Signore nelle loro menti e nei loro cuori.
          Ecco la consolante e confortante promessa di Dio: «Poiché hai custodito la parola della mia costanza, anch’io ti custodirò dall’ora della prova che verrà su tutto il mondo, per mettere alla prova coloro che abitano sulla terra. Ecco, io vengo presto; tieni fermamente ciò che hai, affinché nessuno ti tolga la tua corona» (Apo.3:10-11).

In 1Corinzi 5:7-8, l’apostolo Paolo si esorta dicendo:
         «Purificatevi del vecchio lievito, per essere una nuova pasta, come già siete senza lievito. Poiché anche la nostra Pasqua, cioè Cristo, è stata immolata. Celebriamo dunque la festa, non con vecchio lievito, né con lievito di malizia e di malvagità, ma con gli azzimi della sincerità e della verità».

          In conclusione, ricordiamo di mantenere la fede nella divinità di Gesù e mettiamo il suo inestimabile sangue nelle nostre menti e nei nostri cuori, come «pani azzimi», cioè “purificati dal peccato” per non peccare più; e ricordiamo altresì che «Chi ha il Figlio, ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita. Ho scritto queste cose a voi che credete nel nome del Figlio di Dio, affinché sappiate che avete la vita eterna e affinché continuiate a credere nel nome del Figlio di Dio» (1Gv 5:11-13).

          Grazie di cuore cuore per la vostra fedeltà nella verità del Padre Eterno e per la vostra vicinanza spirituale durante la prossima commemorazione del supremo Sacrificio, la santa Pasqua, di nostro Signore Gesù Cristo. A Lui e a Dio Padre sia la gloria.

Cari saluti a tutti, con affetto fraterno in Cristo.
Pastore Carmelo Anastasi

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