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Lettera aperta

Pentecoste: la Grazia di Dio

Cincinnati, 28 Maggio 2019

Cari fratelli

            Mancano pochi giorni alla Festa di Pentecoste che celebreremo sabato 9 giugno. Nella storia della Chiesa del Nuovo Testamento il primo giorno di Pentecoste fu di grande importanza visto ciò che accadde. La Chiesa crebbe in maniera esponenziale e iniziò a espandersi rapidamente oltre i confini di Gerusalemme e della Giudea. Gesù Cristo era asceso al cielo solo 10 giorni prima.

            Prendiamoci un attimo per riflettere sullo stato della Chiesa prima della Pentecoste e sulla sua successiva trasformazione.

Gesù Cristo aveva condotto un ministero di tre anni e mezzo sulla terra. Aveva scelto specificamente un gruppo di 12 discepoli che divennero i Suoi apostoli. In gran parte essi venivano dalla Galilea. Andrea, Pietro, Giacomo e Giovanni erano pescatori. Matteo era un esattore delle tasse sotto il governo romano. Un altro era uno zelota. Giuda Iscariota era un malversatore e si suicidò poco dopo aver tradito Gesù.

            Sorprendentemente, poco prima della morte di Gesù, i Suoi seguaci più leali avevano discusso su chi tra loro avrebbe occupato una posizione di rilievo, e Cristo dovette insegnare loro che cosa fosse la vera grandezza: “E tra di loro sorse anche una contesa, intorno a chi di loro doveva essere considerato il maggiore. Ma Gesù disse loro: ‘I re delle nazioni le signoreggiano, e coloro che esercitano autorità su di esse sono chiamati benefattori. Ma con voi non sia così; anzi il più grande fra di voi sia come il minore e chi governa come colui che serve. Chi è infatti più grande chi siede a tavola, o colui che serve? Non è forse colui che siede a tavola? Eppure io sono in mezzo a voi come colui che serve’” (Luca 22:24-27).

            Nelle Sue ultime ore prima di essere arrestato, Gesù portò Pietro, Giacomo e Giovanni al Giardino di Getsemani dove rivolse una fervente preghiera all’Eterno Suo Padre nell’attesa dell’evento più cruciale della storia: la Sua morte e il Suo sacrificio per tutta l’umanità. I Suoi discepoli erano là per sostenerlo. Tuttavia, mentre Cristo pregava, si addormentarono tutti! Cristo li svegliò e li rimproverò, ma si riaddormentarono. Non avevano colto la gravità degli eventi che stavano per avere luogo.

            Quando Cristo fu arrestato per essere portato davanti al sommo sacerdote, Pietro impugnò impulsivamente la spada e tagliò l’orecchio a Malco, il servo del sommo sacerdote. L’ultimo miracolo di Gesù sulla terra fu di guarire l’orecchio reciso così violentemente. Più tardi, Pietro negò di conoscere Cristo per tre volte quando gli fu chiesto se facesse parte del gruppo che si accompagnava a Cristo. Nel pomeriggio, come profetizzato, Gesù fu brutalmente crocifisso dopo che una folla aveva invocato in coro la Sua esecuzione.

Una trasformazione miracolosa

            Ma osserviamo che cosa accadde dopo. Nel giorno di Pentecoste il cuore dei seguaci di Gesù fu miracolosamente trasformato! Gesù aveva comandato ai Suoi seguaci di restare a Gerusalemme perché sarebbe sceso lo Spirito Santo per dare loro potenza (Atti 1:8). In Atti 2 viene descritto il momento in cui quella potenza venne data ai credenti. La cosa più sorprendente è il modo in cui quella trasformazione ebbe luogo e quanto fosse in contrasto con ciò che era accaduto prima di quel giorno.

            Ecco come ebbe inizio quel giorno di Pentecoste: “Come giunse il giorno della Pentecoste, essi erano tutti riuniti con una sola mente nello stesso luogo. E all’improvviso venne dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, e riempì tutta la casa dove essi sedevano” (Atti 2:1-2).

            Innanzitutto videro delle vere e proprie lingue di fuoco che rappresentavano lo Spirito Santo. Poi furono messi in grado di parlare in altre lingue in modo tale che le persone presenti potessero comprendere ciò che veniva detto nella loro lingua madre. Davanti a questo evento le persone si meravigliarono e commentarono: “Ecco, non sono Galilei tutti questi che parlano?”. Era un’osservazione offensiva, in quanto le persone provenienti dalla Galilea non erano considerate tanto colte quanto quelle a Gerusalemme, per esempio.

            Poi Pietro, che prima aveva rinnegato Cristo, si alzò e iniziò a predicare coraggiosamente alla stessa folla che sette settimane prima aveva gridato in coro “Crocifiggilo, crocifiggilo” ottenendo ciò che desiderava.

            Pietro iniziò il suo sermone con una citazione dal libro di Gioele su come lo Spirito Santo sarebbe stato elargito sui  redenti e di come l’evento che stavano testimoniando era un adempimento di questa profezia. Poi iniziò subito a parlare di Gesù Cristo, della Sua vita, morte e risurrezione e accusò la folla di averlo crocifisso (Atti 2:36). Il suo discorso fu così potente che le persone presenti accettarono la responsabilità di quanto avevano fatto e chiesero che cosa dovevano fare. Pietro rispose immediatamente dicendo: “Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo per il perdono dei peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo” (Atti 2:38). In quel giorno di Pentecoste furono battezzate 3.000 persone, a cui si aggiunsero altre 2.000 poco dopo!

La grazia di Dio

            In Atti 4:33 troviamo un’affermazione incredibile sulla Chiesa primitiva: “E gli apostoli con grande potenza rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù; e grande grazia era sopra tutti loro” (enfasi aggiunta). Questo versetto descrive la nascita della Chiesa e di come si è messa subito al lavoro. Il grande aiuto che Dio diede alla Chiesa primitiva fu proprio la Sua grazia, il Suo Spirito Santo che aprì porte incredibili perché potesse avere un rapido inizio. Gli apostoli avevano ricevuto grande potenza nel dare testimonianza della risurrezione di Gesù Cristo e della potenza di Dio.

            Come possiamo applicare tutto questo a noi oggi? Avete mai pensato di chiedere in preghiera a Dio di moltiplicare nella Chiesa di Dio oggi un po’ della stessa grazia che scese sulla Chiesa del Nuovo Testamento? Chiedete regolarmente a Dio di aprire le porte, di dare la Sua potenza, di impartire una comprensione maggiore e più profonda, di accrescere la nostra forza affinché la Sua opera possa essere fatta in noi e attraverso noi e la Sua Chiesa sparsa nel mondo?

            È anche mediante la Sua grazia che Dio apre i cuori e le menti delle persone che ascoltano e su cui la Parola si riversa. Il cuore e la mente di una persona si aprono proprio in virtù della bontà del dono che viene da Dio.

            Mentre celebriamo il giorno di Pentecoste riflettiamo sul precedente storico e su ciò che Dio Padre può fare nonostante le nostre debolezze e imperfezioni umane, così come fece con i discepoli di Gesù. In quel giorno il messaggio uscì da Gerusalemme, ma fu grazie al fatto che Dio aveva dato loro la Sua potenza.

            Nel Suo discorso escatologico, parlando della Sua opera al tempo della fine, Gesù disse: “E questo evangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo in testimonianza a tutte le genti, e allora verrà la fine” (Matteo 24:14). Perché questo abbia un completo adempimento è necessario che ci sia la stessa azione che ci fu il giorno di Pentecoste!

            Per concludere leggiamo le parole che l’apostolo Paolo rivolse alla Chiesa: “Per mezzo del quale noi abbiamo ricevuto grazia e apostolato, per l’ubbidienza di fede fra tutte le genti per amore del suo nome, fra le quali anche voi siete stati chiamati da Gesù Cristo…grazia e pace da Dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo” (Romani 1:5-7).

            Che la vostra celebrazione del giorno di Pentecoste 2019 sia pieno di significato.

            Servendovi in Cristo,

            Victor Kubik (Presidente della UCGIA)

 

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