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Lettera aperta

Un sistema sociale per cui pregare

Lettera del Pastore Donald Ward - 3 Feb. 2017

Cari anziani e fratelli,

            Il 20 gennaio abbiamo assistito a un evento di grande portata per gli annali della storia americana, e se è per questo per gli annali della storia mondiale: Donald John Trump ha assunto l’incarico di 45mo Presidente degli Stati Uniti d’America. E mentre il leader del cosiddetto mondo libero veniva insediato,  tutto il mondo ne ha avvertito subito le ripercussioni. In 228 anni solo 45 uomini hanno ricoperto la carica di presidente degli Stati Uniti. È considerata la carica più potente del mondo. Nonostante tutte le sue colpe e divisioni, rimane la potenza politica, militare ed economica più importante a livello globale.

            A prescindere dall’appartenenza politica di ognuno di noi, quando la leadership del mondo libero è caduta sulle spalle di Donald J. Trump ci siamo fermati tutti a riflettere. Nel suo discorso di insediamento ha denunciato la classe dirigente e ha dichiarato di voler restituire il potere al popolo. La sua è stata una forte accusa contro i presidenti e le amministrazioni che lo hanno preceduto, e lo ha espresso con quattro ex presidenti accigliati seduti davanti a lui con le relative mogli.

            E di nuovo, a prescindere dalle proprie vedute personali su Donald Trump, bisogna ammettere che ha avuto molto coraggio a stare in presenza di tutte quelle persone e dire quello che ha detto. Ha lanciato una vera e propria sfida contro il globalismo, una realtà in cui il potere del mondo politico è nelle mani di potenti leader mondiali e di un gruppo ristretto di finanzieri e personaggi famosi.

            È un sistema politico che si spaccia per democratico, ma che in realtà è una fusione di comunismo, fascismo e . . . → continua: Un sistema sociale per cui pregare